IL MIELE

Un cucchiaino di miele preso prima di coricarsi riporterà il fegato al livello di glicogeno di cui ha bisogno per un sonno di otto ore e quindi il cervello non attiverà una risposta allo stress che si verifica spesso quando il glicogeno è basso. Questa risposta allo stress può far svegliare durante la notte. Il miele contribuisce anche al rilascio di melatonina nel cervello, poiché porta a un leggero picco dei livelli di insulina e al rilascio di triptofano nel cervello. Il triptofano è precursore della serotonina che viene trasformata in melatonina al buio. Quando il miele viene preso prima di coricarsi per la notte, migliora anche il metabolismo e aiuta il fegato ad eliminare le tossine che vengono immagazzinate nelle cellule adipose. 

DISORDINI NEUROLOGICI

Studi interessanti riguardo i disturbi neurologici quali depressione, irascibilità, astenia-torpore mentale, attachi di panico, disturbi del ritmo veglia-sonno, nevrosi, ansie, alterazioni comportamentali, tic nervosi, sono stati intrapresi a livello ospedaliero negli anni ’40-’50 di psichiatri inglesi nel trattamento di forme maniacali depressive ansiogene solo con metodi nutrizionali, che hanno dato risultati eclatanti. Sono stati applicati i metodi delle intolleranze alimentari in reparti psichiatrici di ospedali pubblici con guarigioni definitive. I disturbi neurologici possono essere paragonati alle normali allergie cutanee, dove l’eccesso di istamina può causare rossore, prurito, gonfiore, (se le stesse reazioni avvenissero a livello cerebrale nessuno potrebbe vedere chiaramente gli effetti, ma di certo il paziente non ragionerebbe o non si comporterebbe in modo normale). 

Si ottengono buoni risultati anche nelle forme di epilessia, soprattutto in età infantile e in quelli dove le crisi sono precedute da sintomi prodromici (aura) come mal di testa, vertigini, gastralgie, ecc. 

Altrettanto interessanti sono i miglioramenti ottenuti in caso di sindrome autistica, complessa e articolata nei diversi aspetti. Non si ottiene la guarigione ma un deciso miglioramento delle condizioni di vita del paziente, di conseguenza, è molto chiaro che le reazioni di intolleranza alimentare sono una concausa importante della sindrome autistica. 

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